Chi sono le vittime di abuso sessuale?

Una collega mi ha fornito una serie di dati che mi paiono di enorme interesse. Non sono dati del nostro paese ma non disponendo da noi di una quantità di dati neppure larvatamente simile, quel che mi ha offerto illumina un settore delicatissimo della vita umana che provoca gravi conseguenze sugli individui e sulla collettività: ergo lo scrivo.

E’ un tema delicato di cui può essere difficile parlare ma che merita di essere chiarito, ripeto, nell’interesse generale della nostra collettività e per la protezione della salute degli individui.

I dati sono più che autorevoli perché ottenuti con ricerche scientifiche condotte con metodi validati fatte su gruppi significativi di popolazione e presentati da organismi scientifici ed istituzionali di assoluto rispetto. Non possono ovviamente essere trasferiti sic et simpliciter per descrivere la situazione italiana, ma per la loro esatta e nitida crudezza aiutano a rendersi conto di un fenomeno da noi troppo spesso coperto da omertà e perciò sommerso. Purtroppo da noi è diffuso il timore che fare emergere i fenomeni di abuso arrechi alle vittime, anziché un aiuto, ulteriori sofferenze dovute alle indagini cui verranno sottoposte. Ci sono addirittura medici che pensano che tenere nascosto sia meglio che fare emergere per timore delle conseguenze successive.

Ciò è molto sbagliato perché i danni dell’abuso sono gravi e vanno affrontati, come si fa con le malattie gravi che è meglio conoscere per potere curare piuttosto che tacere e sperare che passino da sole.

L’abuso sessuale è una seria emergenza che va affrontata con i mezzi della scienza e della giustizia: conoscere il panorama possibile aiuta a muoversi meglio.

Vediamo insieme i dati. Siccome è possibile che il lettore rimanga incredulo, cito le fonti. La loro autorevolezza dovrebbe fare prendere quel che stai per leggere in modo molto, molto, serio.

Secondo i dati emersi da una ricerca su prevalenza, incidenza e conseguenze della violenza contro le donne ed effettuata congiuntamente dall’Istituto Nazionale di Giustizia e dal Centers for Disease Control & Prevention di Atlanta (importantissimo istituto di ricerca medica divenuto mediaticamente famoso per il contributo che sta dando nell’identificazione del virus dell’Ebola) , 1 donna americana ogni 6 (hai letto bene: una ogni sei) è stata vittima durante la sua vita di uno stupro tentato o compiuto (per l’esattezza il 14,8% del totale ha subito una violenza sessuale completa, mentre il 2,8%, solo, si fa per dire, un tentato stupro).

Il dato globale è di 17,7 milioni di donne americane che sono state vittime di violenza sessuale, tentata o completa.

Essere stuprati è una tremenda esperienza traumatica che capita più spesso alle donne. Ogni dieci vittime, 9 sono donne.

Ed ecco la tabella che presenta il tasso di stupro completo o tentato alle donne in relazione alla loro etnia:

• Tasso globale : tutte le donne: 17,6%
• Le donne bianche: 17,7%
• Le donne di colore: 18,8%
• Le donne asiatiche: 6,8%
• Le donne indiane: 34,1%
• Le donne di sangue misto: 24,4%

Vediamo ora cosa succede ai maschi.

Circa il 3% degli uomini americani – cioè 1 ogni 33 – ha sperimentato un tentativo di stupro o subito lo stupro completo durante la sua vita.

Prendiamo ad esempio un annata: nel 2003, uno ogni dieci vittime di stupro era un maschio. In pratica si tratta di 2.780.000 uomini degli Stati Uniti che sono stati vittime di violenza sessuale.

Ed ora vediamo cosa succede ai minori, i bambini ed i ragazzi – ragazze come i nostri ma che vivono di là dall’oceano. I dati escono dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Il 15% delle vittime di violenza sessuale o di stupro sono minori sotto i 12 anni.
Il 29% ha tra i 12 ed i 17 anni.
Il 44% del totale ha meno di 18 anni
L’80% ha meno di 30 anni

Il periodo tra i 12 ed i 34 anni è quello a più alto di rischio di subire violenza; ma non è l’unico.

Le ragazze di età compresa fra i 16 ed i 19 anni hanno 4 volte più probabilità rispetto alla popolazione generale di essere vittime di stupro, tentato stupro o violenza sessuale.

Ad un’indagine mirata su campione rappresentativo condotto dall’equivalente del nostro Ministero della Salute, è emerso che il 7% delle ragazze fra la quinta elementare e la terza media ed il 12% delle ragazze delle superiori hanno detto di essere state sessualmente abusate.

In confronto il 3% dei minori tra la quinta e la terza media e il 5% dei maschi delle superiori riferiscono di essere stati vittime di abusi sessuali.

Nel solo anno 2005, le agenzie ed i servizi di protezione dell’infanzia hanno individuato 126.000 bambini che sono stati vittime di abuso sessuale. Il numero totale comprende sia i casi riscontrati che quelli sospettati per cui si sono avviate le procedure legali di protezione del minore e di persecuzione degli abusanti.

• Di questi il 75% erano femmine.
• Quasi il 30% dei bambini vittime erano di età compresa tra i 4 ed i 7 anni.
• Il 93% dei minori vittime di violenza sessuale ha saputo riconoscere il suo abusante.
• il 34,2% degli aggressori erano membri della famiglia.
• il 58,7% erano conoscenti.
• Solo il 7% degli autori erano estranei alla vittima.
• gli indiani hanno circa il doppio di probabilità di essere abusati sessualmente rispetto alle altre etnie.
• scorrendo il tipo di rapporto tra abusante e vittima si osserva che: il 41% è un estraneo; il 34% un conoscente; mentre il 25% è un membro della famiglia.

 

Quali sono gli effetti dell’abuso?

Le vittime di violenza sessuale, secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno nel corso della vita successiva:

– 3 volte più probabilità di soffrire di depressione.
– 6 volte più probabilità di soffrire di disturbo da stress post-traumatico.
– 13 volte più probabilità di abusare di alcol.
– 26 volte più probabilità di abusare di droghe.
– 4 volte più probabilità di tentare il suicidio.

Tra gli effetti collaterali della violenza sessuale può esservi la gravidanza.

Nel 2012, 346.830 donne sono state violentate. Secondo i referti medici, l’incidenza della gravidanza a causa di un solo rapporto sessuale non protetto è del 5,6%. Applicando il tasso di gravidanza per 346.830 donne vittime, il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti stima che vi siano state 17.342 gravidanze a seguito di stupro nel solo 2012.

Questo calcolo non è accettato da tutti gli studiosi perché non tiene in considerazione alcuni fattori che potrebbe abbassare il numero effettivo di gravidanze violente. Vediamoli:
Lo stupro, come definito dai criteri scientifici accreditati, è un rapporto sessuale costretto. Per esso si intende la forzata penetrazione che però può riguardare i vari orifizi. Inoltre a volte è attuata con un oggetto. Alcuni tipi di stupro quindi non possono causare una gravidanza.

Alcune vittime di stupro potrebbero avere in corso l’uso di metodi di controllo delle nascite, come la pillola, il che impedirà la gravidanza.

Alcuni stupratori potrebbero indossare il preservativo, nel tentativo di evitare il rilevamento del loro DNA.

Alcune vittime di stupro potrebbero non essere in grado di rimanere incinte per ragioni mediche o legate all’età.

Di converso il calcolo stimato riferendosi alla popolazione generale di pari età non prende in considerazione altri fattori che potrebbero invece aumentare il numero effettivo di gravidanze:

Le stime mediche si basano su di un tasso di gravidanza del 5,6% per un unico rapporto sessuale non protetto. Ma alcune storie di abuso includono più episodi di rapporto sessuale.

Come si diceva non disponiamo di niente di simile per descrivere la realtà del nostro paese o del nostro territorio. Peccato. su una materia così sensibile ci si muove un po’ al buio. Ogni tanto un episodio arriva alle cronache e diventa un caso. Sicuramente i dati americani non sono identici a quanto accade da noi. Ma non ci sono ragioni per ritenere che la differenza tra noi e loro sia abissale.

Umberto Nizzoli

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