“Disturbi dell’Alimentazione e Abuso di sostanze”, a cura di Umberto Nizzoli

Di “Disturbi dell’Alimentazione e Abuso di sostanze”, a cura di Umberto Nizzoli, si può ben dire che si tratta di un libro agile e nello stesso tempo molto denso; in 192 pagine si trattano tutti gli aspetti delle relazioni reciproche tra i disturbi dell’alimentazione (Anoressia, Bulimia e Binge Eating, quel devastante comportamento di assunzione smodata ed incontrollata di cibo), i disturbi di personalità e l’uso di sostanze stupefacenti legali e illegali (alcol, cocaina, amfetamine in primis).
Pochi temi sono più discussi e trattati di quello della “doppia diagnosi”. Di solito però essa è vista a partire dai problemi che incontrano i Sert e le Comunità Terapeutiche nell’assistere le persone con disturbi mentali concomitanti. In “Disturbi dell’Alimentazione e Abuso di sostanze” si affronta la “doppia diagnosi” da un’angolatura più innovativa: i disturbi dell’alimentazione.

Il consumo di droghe ha assunto dimensioni così vaste da includere al proprio interno sia usi ricreativi ed edonistici che consumi patologici e di copertura di disturbi mentali e relazionali anche gravi. La definizione di un limite chiaro e preciso fra usi ricreativi ed usi patologici è impossibile. Ogni situazione di tossicomania è il risultato dell’incrocio tra 3 fattori: un determinato soggetto, con la sua storia, il suo temperamento, la sua personalità e le sue relazioni, una determinata cultura ed un determinato mercato delle droghe.

Nel suo lavoro quotidiano il clinico incorre in fenomeni che, seppure studiati e conosciuti da molto tempo, risultano tuttora non completamente chiari. Uno di questi fenomeni è la addiction (dipendenza) da sostanze oppure da comportamenti specifici.
Le droghe, il cibo, il sesso, il gioco d’azzardo o la dipendenza da internet o dai telefonini hanno come scopo principale il cambiamento della percezione di sé e dell’ambiente circostante, modificano lo stato di coscienza, trasformano il disagio, modulano la sofferenza.

Oggigiorno si ritiene che un insieme comune di caratteristiche di personalità predisponga un individuo ad una gamma di comportamenti che hanno il potenziale di diventare eccessivi. L’ansia e la depressione sono frequenti caratteristiche dello stato antecedente sia per le dipendenze da droghe che per i disturbi alimentari. E’ rilevante il Contributo delle neuroscienze alla comprensione dei disturbi alimentari e della loro evoluzione verso una condotta di addiction.
Si è trovato che fra i pazienti con disturbo alimentare le caratteristiche di dipendenza sono simili a quelle segnalate per i tossicomani e gli alcolisti.

I disturbi alimentari sono una forma di dipendenza: le loro caratteristiche, specie nella bulimia o nel binge eating, rispecchiano tutti i criteri di verifica per le dipendenze tradizionali quali il tabagismo, l’alcolismo e l’abuso di cocaina. C’è la natura progressivamente compulsiva del comportamento, anche se le persone sono messe di fronte alle gravi conseguenze sanitarie non sanno fermarsi; infatti avvertono un’ossessiva crescita interiore dell’impulso che diventa irrefrenabile, il cosiddetto craving.
Somigliano poi ancora per il fatto che le persone hanno la tendenza a riprendere il comportamento patologico dopo una conclusione anche positiva del trattamento: vi è una cronica possibilità di ricaduta.

I disturbi del comportamento alimentare, nei loro diversi quadri (anoressia, bulimia, binge eating, obesità) sono un fenomeno in continua espansione: anoressia e bulimia sono diffusi prevalentemente tra gli adolescenti e i giovani (soprattutto, ma non solo, donne), ma anche binge eating e obesità cominciano ad emergere in età più precoci. Sono problemi che provocano grande sofferenza, sia fisica sia psichica e possono compromettere la vita sociale, famigliare, lavorativa delle persone che ne sono colpite: se non si interviene, i sintomi tendono progressivamente a divenire cronici e nei casi più gravi possono essere letali. Eppure spesso rimangono avvolti da una coltre di vergogna e sepolti nelle famiglie. Frequentemente i disturbi del comportamento alimentare si manifestano in associazione, o si alternano, ad altre dipendenze patologiche (alcol, psicofarmaci, cocaina, gioco d’azzardo patologico).

I disturbi del comportamento alimentare sono problemi complessi in cui gioca un particolare ruolo la distorsione dell’immagine corporea, che come sappiamo interessano l’intero funzionamento del soggetto (fisico, psicologico, sociale): ciò implica necessariamente una presa in carico di tipo multidisciplinare, con il conseguente coinvolgimento di diverse professionalità che lavorano insieme nel team clinico: il che pone particolari questioni di Governo Clinico.

Alla compilazione del volume hanno contribuito professionisti tra i maggiori non solo di Italia. Assieme a quelli di Nizzoli e suoi collaboratori, Covri e Zannini, vi sono i contributi del team di Villa Maria Luigia, di Cuzzolaro dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente della SISDCA, di Vetrone dell’Università di Tor Vergata, di Bellini dell’Università di Bologna, di Maffei del San Raffaele di Milano, di Fava-Vizziello dell’Università di Padova, di Marcucci dell’Università di Urbino, dei dirigenti dei Dipartimenti per le Dipendenze di Foggia e Livorno, Mammana e Margaron. Da segnalare gli articoli di Garfinkel, direttore del CAMH di Toronto, Canada e di Vandereycken dell’Università di Lovanio, Belgio.

Presentazione tratta da: Piccin Nuova Libraria

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