Melchionda N (2014), Food Addiction, Mucchi ed.

Per i tipi di Mucchi editore è uscito (maggio 2014) il volume di Nazario Melchionda “Food Addiction. La Centralità della Dipendenza dal Cibo nello Sviluppo dei Disturbi Alimentari & delle Obesità. Alla ricerca dell’Omeostasi della Ricompensa Edonica & Metabolico-Energetica. Nel Grande Circo Equestre per la Sopravvivenza del Homo Addictus. Sul “fil rouge” del sentiero della Dopamina per le prospettive di Prevenzione e di Cura”. Un titolo vasto già da sé un impulso al pensare al core del tema: la relazione, stretta, fra cibo e dipendenza.

Nazario Melchionda, con la collaborazione di Daniele Di Pauli, Aldo Genovese, Giovanni Gravina, Gianluigi Luxardi, Emilia Manzato, Fiorenza Marchiol, Umberto Nizzoli, Luigi Oliva, Eleonora Poggiogalle, Graziella Raiteri, Giulietta Tarrini, Laura Tieghi, Chiara Zanetti e Angela Zannini, ha realizzato un testo che segna un nuovo livello di sviluppo delle conoscenze mediche.

Melchionda scrive che si tratta di un Volume-Manuale Multi-Professionale sviluppato sul “fil rouge” del sentiero della ricompensa della Dopamina.

Un testo tutto dentro alla Vision che in Italia portano avanti, con fatica e spesso senza il sostegno dei decisori politici ed amministrativi, Sisdca nel settore dei Disturbi dell’Alimentazione ed Erit in quello delle Dipendenze: due Società scientifiche nate praticamente nello stesso anno, era il 1992, indipendentemente una dall’altra e senza che vi fosse un qualche aderente socio di entrambe. E’ molto curioso che in due ambiti allora disgiunti nascessero due Società che oggi metaforicamente si incrociano grazie al lavoro di Melchionda. Nel ’92 chi si occupava di droghe mai più avrebbe concepito di dovere allargare lo sguardo fino alle Obesità; neppure chi si occupava di cibo pensava un giorno di incrociare gli studi sulle dipendenze.

Personalmente, che pure sono alla base della storia di Erit-Italia e poi della Consulta delle Società Scientifiche in materia di Dipendenze, essendo stato presidente della prima ed il primo coordinatore nazionale della seconda, a quell’epoca non mi interessavo di disturbi alimentari.

Nella Presentazione Melchionda scrive: “L’aforisma di Ippocrate è fuori dal tempo, non erano ancora nati i grandi colossi della “dieta degli Americani”. I loro cibi, prodotti nei laboratori sperimentali da scienziati di altissimo livello, non sono “un po’ nocivi”, sono “tossici” perché esercitano il furto dei nostri sistemi neurali di regolazione che hanno permesso all’umanità di arrivare fino ai nostri giorni concedendoci un’aspettativa della vita fino ad ora impensabile. Un vero atto di pirateria avallato anche dalle nostre Istituzioni Governative. La documentazione scientifica e stata messa a punto dal giornalismo investigativo americano.

Il tema della Food&Addiction è ormai disseminato ad ampio raggio e dobbiamo tenerne conto. Gli Autori di questo volume ,“La Centralità della Food &Addiction”, affrontano un tema sviscerato sul piano scientifico e antico quanto lo è l’umanità, la regolazione e la disregolazione del comportamento alimentare che riguarda l’essenza della vita.

In relazione alla sopravvivenza, l’uomo ha saputo conservarne l’esistenza per miliardi di anni, senza minare l’estinzione della specie, anzi producendo miglioramenti sostanziali dell’aspettativa a livelli massimali. Purtroppo oggi la disregolazione del comportamento alimentare assume connotazioni negative per l’amplificazione della produzione di alimenti che innescano la Food &Addiction. Questa “novità” del cibo=droga, sostenuta da circuiti neurali comuni a quelli che sottendono tutte le sostanze psicoattive, dalla cocaina all’alcol e alla nicotina, ha portato gli Autori ad aprire il capitolo della “Convergenza tra Disturbi Alimentari & Obesità e Substance Use Disorders”.

Questa caratteristica neuro-biologica della regolazione dell’Alimentazione conduce ad affrontare nuove modalità diagnostico-terapeutiche per i Disturbi Alimentari & Obesità che traggono spunto dalle strategie diagnostico-terapeutiche adottate per le sostanze psicoattive.

Abbiamo la convinzione che dopo 50 anni di ricerca preclinica e clinica non possiamo più aspettare il tempo necessario per aver tutte le spiegazioni scientifiche che esige il livello della domanda. Spiegazioni che ci permetterebbero di trovare la terapia. Dobbiamo pertanto essere spettatori inerti della caduta vertiginosa della qualità e dell’aspettativa di vita in meno di mezzo secolo? Non ci sono i denari per la ricerca nelle casse dei Ministeri prosciugate, ne ci sono state almeno nel nostro Paese, e tanto meno elargiti dalle multinazionali preoccupate solo per i loro profitti. Non esiste la terapia come vorremmo, ma solo la determinazione di non compiere l’errore secolare di percorrere il sentiero dell’attesa e della presunzione di scoprire il farmaco efficace. Abbiamo tuttavia la speranza che, se si affrontano i Disturbi Alimentari con rispetto, generosità, caparbietà e onestà, almeno come si dovrebbero affrontare le dipendenze, forse riusciremo a modificare la continua ascesa della traiettoria della prevalenza di queste malattie e a dare ai nostri nipoti bambini una migliore speranza di mantenere in equilibrio spirito e soma.

La Centralità della Food Addiction , nello sviluppo nucleare dei Disturbi Alimentari e Obesità , rappresenta un’esigenza programmatica che emerge dopo 50 anni di studi preclinici ad opera di pionieri che hanno passato la loro vita nei laboratori di ricerca psico-neuro-biologico-comportamentale.

La traslazione della ricerca preclinica all’uomo, relativa alle “dipendenze” può rispondere a quesiti che esprimono un’esigenza clinico-terapeutica impellente: Perché perdiamo il controllo e mangiamo troppo? Perché siamo capaci di rifiutare il cibo con atteggiamento ostinato e perentorio?

I risultati della ricerca clinica condotta “bedside”, in questa ultima decade, possono permettere di elaborare suggerimenti e raccomandazioni a differenti livelli dell’evidenza per tutti gli attori della filiera sanitaria.

La convergenza tra Disturbi Alimentari-Obesità e Disturbi da Uso di Sostanze è stata spesso osservata nei soggetti con Bulimia Nervosa (meno frequentemente in soggetti con Binge Eating Disorder e Obesità), che sostituiscono il cibo alla droga per la necessità vitale del Sistema dell’Omeostasi Edonica della Ricompensa. E’ ormai noto che la perdita di controllo caratterizza analoghi comportamenti legati all’uso di “sostanze” e pertanto esiste nel volume un capitolo dedicato. Il volume è stato scritto sul “fil rouge” del sentiero della ricompensa dove la Dopamina è responsabile della “dipendenza” relativa al cibo, facendo astrazione dalle caratteristiche nosologiche dei differenti fenotipi: Anoressia, Bulimia, Binge Eating Disorder, Food Addiction, Obesità, SUD-ADHD-RDS . Apparirà chiaro che l’evidenza della genesi neurologica di questi fenotipi è sostenuta da una serie di ricerche che si sono sviluppate nel corso di 50 anni, che portano l’attenzione sulla ridotta disponibilità dei recettori D2R della Dopamina nel Nucleo Accumbens che rappresenta il perno del Sistema della Omeostasi Edonica della Ricompensa.

Questa avanzata impostazione euristica chiude definitivamente il costrutto Multi-disciplinare e Multi-professionale Integrato a cui la Comunità Sanitaria si deve attenere per il Management della Prevenzione Studio Cura dei Disturbi Alimentari & Obesità che la SISDCA sostiene dal 1972.Nel corso della redazione del volume, durata oltre due anni, è andata consolidandosi l’importanza di considerare questi disturbi sul piano nosologico, come una “Malattia Sistemica” Neurologica, Psicologica, Psichiatrica Medico-Nutrizionale-Endocrinologica Ambientale-Socio-Culturale Genetico-Epigenetico-Familiare”.
Nel 2004 organizzai un Congresso nazionale su Disturbi Alimentari e Disturbi da Uso di Sostanze. Fu preparato da una ricerca sul contributo dei Sert e delle Comunità Terapeutiche alla prevenzione ed alla cura dei Disturbi alimentari. Ne emerse che circa un terzo dei servizi per le dipendenze dichiaravano di occuparsi di Disturbi alimentari, ognuno a modo proprio, senza criteri guida e secondo le intuizioni locali.
Dal Congresso uscì l’approvazione della Carta di Reggio Emilia che impegnava governi e dirigenti dei servizi pubblici e privati per le dipendenze ad emettere indirizzi ed acquisire competenze per la cura e la prevenzione dei Disturbi alimentari. Come per molte cose nel nostro paese non se ne fece praticamente nulla, salvo però vedere ora come fiorire un croco selvaggio sotto la neve. Il libro di Melchionda rappresenta una continuità ed un nuovo inizio. Auguri di una vasta diffusione, per il bene della cultura del nostro paese!

Umberto Nizzoli

PS: il volume può essere anche richiesto scrivendo a zanetti.chiara@gmail.com

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