Pedofilia e Omosessualità

La pedofilia e l’omosessualità talvolta, come è capitato di recente da parte delle gerarchie ecclesiastiche, vengono accostate. Eppure si tratta di due fenomeni differenti, niente affatto sovrapponibili.

Che cos’è la pedofilia?

La focalizzazione parafilica della Pedofilia comporta attività sessuale con bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli). La psichiatria rubrica nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei disordini Mentali) la pedofilia come parafilia e cioè l’eccitamento sessuale provocato da situazioni o oggetti sessuali che possono interferire con la capacità di avere relazioni sessuali basate sullo scambio reciproco di affettuosità. Le caratteristiche essenziali di una parafilia sono fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che in generale riguardano: oggetti inanimati; la sofferenza o l’umiliazione di se stessi o del partner; bambini o altre persone non consenzienti.
La nosografia del DSM IV-TR specifica inoltre che alcuni soggetti preferiscono i maschi, altri le femmine, e alcuni sono eccitati sia dai maschi che dalle femmine e che la pedofilia che coinvolge vittime di sesso femminile si riscontra più spesso di quella che coinvolge vittime di sesso maschile.

Che cos’è l’omosessualità?

L’orientamento omosessuale, secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è una varietà dell’espressione affettiva ed erotica e non è associata in sé a nessuna disfunzione psicologica. E’ dunque un predisposizione dell’individuo a ricercare la vicinanza sentimentale e sessuale di persone dello stesso sesso.

Pedofilia e omosessualità: due fenomeni diversi.

Dalle definizioni sopra riportate si evidenziano alcuni aspetti:
1) La pedofilia è classificata come un disturbo della sfera sessuale. Viceversa l’orientamento omosessuale non ha nessuna caratterizzazione in senso patologico come specificato dalle organizzazioni internazionali dei professionisti della salute mentale. Certo rimangono stereotipi e pregiudizi che descrivono le persone non eterosessuali come meno “normali”, meno sane di quelle eterosessuali. Tuttavia queste concezioni non hanno trovato nessun riscontro scientifico, come hanno dimostrato le ricerche e gli studi.
2) La pedofilia è un crimine in quanto coinvolge un partner non consenziente in modo da risultare lesive per il partner stesso. L’orientamento sessuale, sia esso etero o omo, implica l’attrazione e la costituzione di legami con persone adulte e dunque mature dal punto di vista cognitivo, affettivo e sessuale.
3) La pedofilia è perpetrata nella stragrande maggioranza dei casi da adulti maschi su bambine.
Per concludere, tra pedofilia e omosessualità, come riportano le indagini, non esiste una correlazione statistica né una connessione d’altro tipo. Non c’è infatti nessuna evidenza scientifica che può indurre ad accomunare questi due fenomeni, solo un atavico pregiudizio che confonde i piani.

di Margherita Graglia (*)

*Psicoterapeuta. Didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia) e FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica). Autrice del libro “Psicoterapia e omosessualità” (Carocci, 2009).

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