Psicoecologia – di Silvia Garozzo

Psicoecologia - di Silvia Garozzo

 

Editore  Aldenia, pp.120, Euro 14

 

Ho letto questo libro in circa una settimana. Coinvolta dal susseguirsi dei capitoli, più andavo avanti nella lettura più mi mancava un modo adeguato di definirlo, perché il lavoro della Dott.ssa Silvia Garozzo, psicologa psicoterapeuta, sfugge a molte delle classificazioni con cui, da abituata lettrice di saggi psicologici, amo nella mia mente ordinare temi, stili, fini e contenuti.

Un lavoro molto ampio sicuramente, eppure con un felice dono della sintesi, uno stile vicino a chi legge, quasi colloquiale, ma senza rinunciare alla professionalità. Una trattazione complessa nei temi ma scorrevole nello stile: ecco, se dovessi paragonare questo libro ad un oggetto, lo paragonerei ad un tappeto intrecciato a mano, il cui lavoro forma un disegno articolato eppure di facile fruizione, dato però da un sapiente intreccio di colori, di trame e orditi calcolati da chi il lavoro lo conosce e lo pratica da molti anni.

Di questo lavoro possiamo scoprire le direttrici fondamentali: da un lato abbiamo una riflessione di ecologia dello sviluppo umano (non viene citato, ma penso di rintracciarvi il percorso segnato da U.Bronfenbrenner) che parte dal primo stadio della relazione, la gravidanza, fino a giungere al formarsi dei rapporti diadici e triadici all’interno della famiglia, allo sviluppo affettivo per poi toccare la crescita attraverso la microsocietà del gruppo dei pari nell’infanzia e nell’adolescenza; infine la visione dell’individuo nei suoi rapporti macrosociali, quali la politica, la scuola, il mondo del lavoro e del tempo libero. Dall’altro lato possiamo addentrarci in un excursus molto ampio sulle relazioni umane lette principalmente attraverso l’analisi transazionale berniana.

Oltre la psicologia individuale il testo spazia, costeggiando la psicologia sociale e analizzando l’oggi, l’attuale, il concretamente esperito dagli individui in questo momento storico; molte delle patologie e difficoltà dell’uomo odierno vengono lette alla luce anche della struttura sociale in cui si trova a vivere, con le sue caratteristiche alienanti e spersonalizzanti, che concorrono a sostenerne la malattia e il disagio, attuato attraverso dinamiche attuali come sono ad esempio le numerose forme di dipendenza o i cosiddetti nuovi reati nati anche grazie alle odierne tecnologie.

Tutto questo è narrato attraverso piccole ma necessarie parti teoriche che si intrecciano a quella che a parer mio è l’istanza migliore del libro, ossia le numerose narrazioni di vita lavorativa (dal carcere allo studio, dal centro di salute mentale a quello per le tossicodipendenze) e personale dell’autrice, la quale, messo in secondo piano l’aspetto accademico e didattico, mostra emozioni e sentimenti di psicologa e di persona, lasciandoci una finestra aperta su un aspetto che ne accresce professionalità e valore.

Un libro di facile approccio che chiunque a diverso titolo dovrebbe leggere, un lavoro che mi auguro non resterà isolato.

Chiara Rizzello

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